di Francesca Amidei
"Credo che mi mancheranno le altre
giocatrici che in certo senso in questi anni sono state la mia famiglia. Ci
conosciamo tutte da così tanto tempo. E non importa se con qualcuna parli o sei
più amica rispetto a qualcun altra: ogni settimana incroci le stesse facce, le
stesse persone. Certo alcune le rivedrò, ma non sarà la stessa cosa. Credo però
che mi mancherà anche la competizione: quando entri in campo, soprattutto se è
un centrale, provi qualcosa di davvero speciale. E non credo che proverò mai
più qualcosa del genere. D' altro canto sono davvero felice di cominciare un'
altra parte della mia vita.
La cosa che mi rende più orgogliosa? Essere riuscita ad essere forte, sempre.
Ho avuto molti infortuni e ho dovuto ricominciare da zero diverse volte. Io
penso che questa sia una cosa molto importante. Riuscire a ripartire ogni volta
e ritrovare sempre la giusta forza mentale."
Queste sono le parole con cui Flavia Pennetta, al termine del
match perso contro una sontuosa Maria Sharapova alle Wta Finals di Singapore,
ha detto addio al tennis che conta. Ma
riavvolgiamo il nastro e vediamo quali sono stati i tre momenti più salienti di
una carriera durata 15 anni, che hanno portato Flavia da Brindisi a New York:
Uno - Il 17 Agosto del 2009 è stata la prima tennista italiana
ad essere riuscita ad entrare nelle top ten della classifica mondiale WTA Tour,
inanellando una serie positiva di 15 vittorie consecutive.
Due - È stata la prima italiana in assoluto ad aver raggiunto
la posizione n°1 del mondo in doppio nel febbraio 2011, vincendo in tutto
17 tornei WTA tra cui anche gli Australian Open ed i WTA Tour
Championships a Doha.
Tre - Il 12 Settembre 2015 sale sulla vetta del mondo,
conquistandosi la prima pagina di tutti i quotidiani italiani ed esteri,
vincendo gli Us Open e raggiungendo la posizione numero sei del ranking.
Forse a queste poche righe non servirebbe aggiungere altro se
non qualche frase ad effetto del tipo "Grazie Flavia" o "Flavia
Superstar". Ma così facendo si ometterebbe la parte più importante di
questo fantastico viaggio verso il successo fatto di infortuni, sofferenza,
fatica e dolore che hanno forgiato la tennista nostrana fino a farla diventare
Donna. Eh si, perché è la stessa Flavia nella sua ultima conferenza stampa a
dirci che ciò che la rende veramente orgogliosa dopo tutti questi anni, è la
capacità di essere riuscita ad essere forte sempre.
All' età di 33 anni diventando la tennista più longeva nella storia del tennis mondiale ad aggiudicarsi per la prima volta in carriera uno Slam, sa benissimo che la capacità di saper aspettare quel momento è ciò che lo renderà eterno. L' attesa ci può uccidere o fortificare e Flavia, dal quel Us open del 2012 dove non poté partecipare per un infortunio che la costrinse ad un lungo stop con conseguente operazione allo scafo lunare del polso destro nella clinica di Barcellona, ha deciso di non mettere la parola "FINE" alla sua storia ma di riscriverla da capo con un finale da favola.
All' età di 33 anni diventando la tennista più longeva nella storia del tennis mondiale ad aggiudicarsi per la prima volta in carriera uno Slam, sa benissimo che la capacità di saper aspettare quel momento è ciò che lo renderà eterno. L' attesa ci può uccidere o fortificare e Flavia, dal quel Us open del 2012 dove non poté partecipare per un infortunio che la costrinse ad un lungo stop con conseguente operazione allo scafo lunare del polso destro nella clinica di Barcellona, ha deciso di non mettere la parola "FINE" alla sua storia ma di riscriverla da capo con un finale da favola.
Nelle successive tre stagioni, Flavia sarebbe diventata la
Pennetta con la vittoria ad Indian Wells, la storica vittoria agli Us Open, il
best ranking e l' addio al tennis.
Ora si che si può scrivere: "GRAZIE CAMPIONESSA"

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